Caro Diario,
sono Alessandra, e da quando al curriculum della Vita ho aggiunto come lavoro "Mamma di A & A" vedo i Genitori con gli Occhiali del Cinismo.
Vedo, perche' prima non li vedevo mica, non erano oggetto delle mie riflessioni, un'orda di genitori che pongono sul piedistallo della Vita i propri figli come i piu' belli, piu' intelligenti, piu' paffuti, piu' longilinei, piu' intelligenti, piu' creativi, piu' mangerecci, piu' selettivi, etc di tutti gli altri milioni di bambini attualmente presenti sul pianeta Terra (una goccia nell'Universo).
Or dunque mi dico: se sono tutti Er Piu' (Romanesca cit) in qualcosa,
cio' non li rende tutti allo stesso livello?
Comprendo l'orgoglio genitoriale di vedere la progenie primeggiare in un ambito, ma non e' scritto nel Manuale del Genitore abbastanza buono di Winnicott, da qualche parte, che dovremmo insegnare umilta' e che siamo tutti uguali? Che possiamo vincere certo, ed e' importante accettare le sconfitte? Che se siamo bravi a fare la verticale qualcun altr* sara' piu' brav* a fare la ruota?
Tali atteggiamenti li ho riscontrati con frequenza leggermente superiore (ma non solo eh..) nelle famiglie con un solo erede, le famiglie che hanno una progenie piu' ricca - dovendo suddividere proporzionalmente le 24 ore giornaliere - restano con un numero di ore inferiore a disposizione per gongolarsi o far gongolare la la propria House dinanzi a successi veri o presunti tali ( ma anche qui, non sempre eh..). La moltitudine di eredi ha difetti ma anche pregi, quali ad esempio che la competizione inizia la mattina per i biscotti e non termina mai, per tutta la vita, imparando ad accettare sconfitte quando tuo fratello entra per primo in bagno e non ne esce per mezz'ora o quando tua sorella ha preso l'ennesima laurea ( e relativa colite NdA) e tu no.
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Non siamo in fondo tutti Unici?
Ma per capire la nostra Unicita' non dovremmo smettere di gareggiare a chi ce l'ha piu' bella?!
Da bambina non amavo gareggiare. Lo Sport mi ha sfiorato ma i Genitori lo hanno sapientemente tenuto lontano, come un pericolo costante, cosi non essendo pronta a gareggiare fisicamente + sono una rosicona se arrivo seconda = no stress da gara. Gareggiare non esiste solo nello Sport ma nella Vita, e li' c'e' ben poco che si possa fare. Ma se non capiamo l'importanza di competere in maniera sana, che se arrivi ultimo stica, come possiamo essere un esempio per la progenie? Come posso dire alla generazione che verra' dopo di me che siamo tutti unicorni, fludi, uguali, unici se la metto su un piedistallo come la bomboniera di Capodimonte?!
Attenzione, stiamo crescendo un popolo di Veruca Salt.



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